È ogni giorno più difficile distinguere le mosse dei pezzi bianchi e di quelli neri sulla scacchiera internazionale. I fatti di Przewodów, in Polonia, e la delicata rete di mediazione intessuta nelle scorse ore fra Russia e Paesi Nato attorno alle voragini di missili «improbabilmente» russi dimostra quanto una guerra – ogni guerra, questa guerra – sia complessa.
Simone M. Varisco
Come invece potevano apparire. Quei Pontefici che non furono cappellani
Il Papa come “cappellano dell’Occidente”? Un ruolo già rifiutato da Pio XII e da suoi successori. Troppo spesso «in mezzo a due popoli» a cui si vuole bene.
Parsi: «Riformare l’Onu? Il rischio è di perderlo del tutto. La leadership delle democrazie occidentali non è più incontestata»
A quasi 80 anni dalla nascita dell’Onu «ricostruire qualcosa del genere sarebbe impossibile», spiega Vittorio Emanuele Parsi. E se il Consiglio di sicurezza può sembrare inefficace, «le agenzie specializzate dell’Onu esistono solo perché esiste l’Onu, e il loro lavoro, per molte persone sparse nel mondo, fa la differenza tra la vita e la morte». Alternative possibili? «Nessuna. L’Onu si occupa della sicurezza collettiva, che è un punto di arrivo e un auspicio. La Nato si occupa della sicurezza comune delle democrazie. Ed è chiaro che è insostituibile in questo momento».
Halloween. Educare alla vita, o celebrare la morte, al tempo della guerra
Halloween: ciò che conta è cosa sia oggi. La partita si gioca fra l’arancione e il nero: educazione alla vita oppure esaltazione della morte fine a se stessa?