La Parola, la Chiesa, il mondo. Commento al Vangelo di rito ambrosiano 17 settembre 2023

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III Domenica dopo il martirio di san Giovanni il precursore. Sedimentazione, abbassa il volume, e resta in ascolto.. Commento al Vangelo di rito ambrosiano, di don Alessandro Noseda.


✠ Vangelo Lc 9, 18-22
In quel tempo. Il Signore Gesù si trovava in un luogo solitario a pregare. I discepoli erano con lui ed egli pose loro questa domanda: «Le folle, chi dicono che io sia?». Essi risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elia; altri uno degli antichi profeti che è risorto». Allora domandò loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro rispose: «Il Cristo di Dio». Egli ordinò loro severamente di non riferirlo ad alcuno. «Il Figlio dell’uomo – disse – deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno».

Anche se Luca non ce lo dice, sappiamo da Matteo (16,13) che l’unica volta in cui Gesù ha chiesto direttamente ai suoi discepoli che cosa ne pensassero di lui si trovava a Cesarea di Filippo: oltre confine, lontano da tutto e da tutti. La domanda che forse è la più intima che Gesù abbia mai posto al gruppo è pronunciata lontano dal tempio, lontano dalle voci dell’una e dell’altra fazione, ma anche lontano dal clamore della folla che assilla giorno e notte il Maestro in cerca di pane e miracoli.

Dice un detto: “C’è gente che sa quello che dice e gente che dice quello che sa”. Gesù vuole che i suoi sappiano quello che dicono, ma devono prima abbassare il volume delle voci che li circondano perché questo accada: abbassare il clamore dei pregiudizi, il borbottare delle pance, lo starnazzare delle opinioni a buon mercato.

Il Vangelo di oggi, per il rito ambrosiano III domenica dopo il martirio del Precursore, viene normalmente annoverato sotto i cosiddetti “tre annunci della Passione”, ma è molto di più che un annuncio: mi sembra anzitutto un appello alla sedimentazione.

Se lo voglio cogliere, esso invita anche me ad un esercizio di ascolto e silenzio, nel quale ricordare che l’approccio al Signore Gesù non è quello di chi decide a suo piacimento quale sia la sua verità, ovvero che immagine farsi del Maestro, ma quello di chi si mette a seguirlo, abbassa il volume, e resta in ascolto.

Don Alessandro

Don Alessandro Noseda. Nato a Cantù nel 1974. Dopo gli studi classici e la formazione teologica nel Seminario di Venegono, viene ordinato sacerdote nel 2000 dal card. Carlo Maria Martini. Svolge dapprima il suo ministero a Milano come assistente degli Oratori della parrocchia di San Giovanni Battista alla Bicocca e successivamente della parrocchia del Santissimo Redentore. Dal 2007 al 2011 è cappellano presso l’Università degli Studi di Milano Bicocca. Attualmente è parroco nella parrocchia di Gesù a Nazaret, Quartiere Adriano.

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