Lucciola San Giovanni Vangelo

La Parola, la Chiesa, il mondo. Commento al Vangelo di rito ambrosiano del 6 settembre 2020

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Domenica 6 settembre 2020. II Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore, Anno A. Commento al Vangelo di rito ambrosiano, di don Paolo Alliata.

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In quel tempo. Il Signore Gesù riprese a parlare e disse: «In verità, in verità io vi dico: il Figlio da se stesso non può fare nulla, se non ciò che vede fare dal Padre; quello che egli fa, anche il Figlio lo fa allo stesso modo. Il Padre infatti ama il Figlio, gli manifesta tutto quello che fa e gli manifesterà opere ancora più grandi di queste, perché voi ne siate meravigliati. Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi egli vuole. Il Padre infatti non giudica nessuno, ma ha dato ogni giudizio al Figlio, perché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato. In verità, in verità io vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita» (Gv 5, 19-24).

Una sera di primavera, san Giovanni camminava tra l’erba, in quella terra Benedetta che vide nascere Gesù, e forse per quello è così ricca di fiori, di magnifiche piante, di frutta dolcissima, di animali graziosi, di sole, di luce, di profumi soavi, di ogni delizia della natura. Osservò ai suoi piedi su un filo d’erba l’animaluccio grigio che in quella festa di tutte le cose create gli parve la sola creatura non lieta; poco era mancato che senza avvedersene lo calpestasse. N’ebbe tenerezza, lo raccolte, posandolo in un cespuglio sopra una foglia. “Vivi, vivi – gli disse – povero vermicciuolo, la primavera risplende anche per te”. Non appena si sentì tocco, l’insetto comprese da qual mano benedetta veniva raccolto, e acceso di gratitudine, mandò fuori una viva luce graziosa. E da quel giorno, brilla come un rubino in altro, tra le cime verdi; si posa sui fiori come una piccola stella racchiusa in un vaso di cristallo (A. Mangilli, Leggende e tradizioni pie).

Gesù, racconta il Vangelo di Giovanni, ha da poco guarito un paralitico nei pressi del tempio di Gerusalemme (5, 1-18). È giorno di sabato. La reazione di alcune autorità giudaiche scatta stizzita a frustare il risanato: “È sabato e non ti è lecito prender su il tuo lettuccio”. Era stato Gesù stesso a dirgli di prenderlo su con sé e di ritornarsene a casa sulle sue gambe.

Gesù vuole attivare processi vitali, e riattivarli quando sono bloccati. Lo anima la fiamma che brucerà nei suoi apostoli, che invia per i sentieri del mondo a seminar l’incendio che ci vuole liberare. La fiamma che ci accende di gratitudine, come il vermetto della leggenda popolare: l’uomo di Dio passa, vede ciò che gli altri non sanno scorgere, e la sua parola e la sua cura accendono in lucciola la creatura sgraziata che arrancava.

Gesù passa per la piscina di Betzaetà, vede in quel brulicare di dolore (un assembramento di malati in cerca di sollievo) l’uomo bloccato da decenni, e la parola che gli rivolge (“Vuoi guarire?”) e lo sguardo in cui lo immerge spinge l’altro a fare i conti con le catene che lo legano. “Vuoi davvero guarire? Cosa aspetti ad attingere alle risorse che ti sono date? Tra queste, vibra anche la mia parola: se ti fidi di me, ricomincia da capo. Alzati, prenditi nel lettuccio la tua storia sulle spalle, e torna a casa”.

Il paralitico aveva cercato di difendersi, in prima battuta: Nessuno mi aiuta, la vita è crudele, di risorse non ne ho, la via d’uscita non la vedo… E Gesù lo rimette di fronte al suo impegno con se stesso: sei al mondo per vivere, non per attender che altri ti sciolgano i nodi. “Vivi, vivi, la primavera risplende anche per te”.

Nella grande avventura di lasciarci toccare dalla Benedizione, il Signore ci accompagni.

Don Paolo Alliata

Don Paolo Alliata. Nato a Milano nel 1971, dopo la laurea in Lettere classiche all’Università degli Studi di Milano, viene ordinato sacerdote nel 2000 dal card. Carlo Maria Martini. Attualmente è vicario della comunità pastorale Paolo VI per la parrocchia di Santa Maria Incoronata a Milano. Autore di testi teatrali sull’Antico e sul Nuovo Testamento, è responsabile dell’Ufficio per l’Apostolato Biblico della Diocesi di Milano. Fra le sue pubblicazioni, Dove Dio respira di nascosto. Tra le pagine dei grandi classici (Milano, Ponte alle Grazie, 2018) e C’era come un fuoco ardente. La forza dei sentimenti tra Vangelo e letteratura (Milano, Ponte alle Grazie, 2019). Da due anni le sue omelie sono raccolte su un canale YouTube.

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