La Parola, la Chiesa, il mondo. Commento al Vangelo di rito ambrosiano del 15 novembre 2020

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Domenica 15 novembre 2020. I Domenica di Avvento, Anno B. La venuta del Signore Commento al Vangelo di rito ambrosiano, di don Paolo Alliata.

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In quel tempo. Mentre il Signore Gesù usciva dal tempio, uno dei suoi discepoli gli disse: «Maestro, guarda che pietre e che costruzioni!». Gesù gli rispose: «Vedi queste grandi costruzioni? Non sarà lasciata qui pietra su pietra che non venga distrutta». Mentre stava sul monte degli Ulivi, seduto di fronte al tempio, Pietro, Giacomo, Giovanni e Andrea lo interrogavano in disparte: «Di’ a noi: quando accadranno queste cose e quale sarà il segno quando tutte queste cose staranno per compiersi?». Gesù si mise a dire loro: «Badate che nessuno v’inganni! Molti verranno nel mio nome, dicendo: “Sono io”, e trarranno molti in inganno. E quando sentirete di guerre e di rumori di guerre, non allarmatevi; deve avvenire, ma non è ancora la fine. Si solleverà infatti nazione contro nazione e regno contro regno; vi saranno terremoti in diversi luoghi e vi saranno carestie: questo è l’inizio dei dolori. Ma voi badate a voi stessi! Vi consegneranno ai sinedri, sarete percossi nelle sinagoghe e comparirete davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro. Ma prima è necessario che il Vangelo sia proclamato a tutte le nazioni. E quando vi condurranno via per consegnarvi, non preoccupatevi prima di quello che direte, ma dite ciò che in quell’ora vi sarà dato: perché non siete voi a parlare, ma lo Spirito Santo. Il fratello farà morire il fratello, il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato. [Quando vedrete l’abominio della devastazione presente là dove non è lecito – chi legge, comprenda –, allora quelli che si trovano nella Giudea fuggano sui monti, chi si trova sulla terrazza non scenda e non entri a prendere qualcosa nella sua casa, e chi si trova nel campo non torni indietro a prendersi il mantello. In quei giorni guai alle donne incinte e a quelle che allattano! Pregate che ciò non accada d’inverno; perché quelli saranno giorni di tribolazione, quale non vi è mai stata dall’inizio della creazione, fatta da Dio, fino ad ora, e mai più vi sarà. E se il Signore non abbreviasse quei giorni, nessuno si salverebbe. Ma, grazie agli eletti che egli si è scelto, ha abbreviato quei giorni. Allora, se qualcuno vi dirà: “Ecco, il Cristo è qui; ecco, è là”, voi non credeteci; perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti e faranno segni e prodigi per ingannare, se possibile, gli eletti. Voi, però, fate attenzione! Io vi ho predetto tutto.] In quei giorni, dopo quella tribolazione, “il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce, le stelle cadranno dal cielo e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte”. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria. Egli manderà gli angeli e radunerà i suoi eletti dai quattro venti, dall’estremità della terra fino all’estremità del cielo».
(Mc 13, 1-27)

S’alzò a occidente un vento maestoso, come un’onda d’irragionevole felicità, e si lanciò verso oriente sull’Inghilterra, portandosi dietro la gelida fragranza delle foreste e il freddo inebriante del mare. Giunse in milioni di covi e angoli a rinfrescare un uomo come un boccale pieno e lo sorprese come uno scoppio. Irruppe come un’esplosione domestica nel dedalo delle più recondite stanze di case chiuse tra i loro pergolati; sparse sui pavimenti certi fogli di un professore, così da farli sembrare tanto preziosi quanto sfuggenti; spense col suo soffio la candela accanto a cui un ragazzo leggeva L’isola del tesoro e lo avvolse nel borbottio dell’oscurità. Ma, ovunque, quel vento sprigionò un fuoco dentro vite sfuocate, propagando per il mondo lo squillo di tromba della crisi.
(Chesterton, Uomovivo)

Sono le prime righe di Uomovivo, singolare e simpatico romanzo di Chesterton. Il romanzo si apre e si chiude con un vento di tempesta. S’abbatte gioioso, “come un’onda d’irragionevole felicità”, sull’Inghilterra e su casa Beacon, in particolare. E anche alla fine la tempesta squarcerà “il cielo come nel giorno del Giudizio Universale”.

Con il vento entra in scena il fuoco, all’inizio come alla conclusione: “[…] spense col suo soffio la candela accanto a cui un ragazzo leggeva L’isola del tesoro e lo avvolse nel borbottio dell’oscurità. Ma, ovunque, quel vento sprigionò un fuoco dentro vite sfuocate, propagando per il mondo lo squillo di tromba della crisi” (17); “[Innocent Smith] si era di nuovo arrampicato per affacciarsi dall’abbaino della sua stanza e gridava sempre più forte: Casa Beacon!, agitando intorno alla sua testa un enorme ciocco o tronco preso dal caminetto di sotto, la cui rossa scia infuocata e il cui fumo purpureo divampavano in quell’aria fragorosa” (241).

Un vento ricco e misterioso che vuole scuotere ed accendere. Scuotere persone intorpidite e annoiate, infiammare cuori inceneriti. Questo vento entra in scena insieme a Innocent Smith, il protagonista del racconto: ha evidentemente qualcosa a che fare con lui.

Nelle intenzioni di Chesterton, Innocent è l’immagine del Figlio dell’Uomo: l’incontro con lui rende nuove e vitali cose e persone. È per questo che risuona “lo squillo di tromba della crisi”: per liberare dal fondo delle cose il fuoco che le abita, e che spinge dalle radici per trasfigurarle nell’amore.

Il Signore ci accompagni.

Don Paolo Alliata

Don Paolo Alliata. Nato a Milano nel 1971, dopo la laurea in Lettere classiche all’Università degli Studi di Milano, viene ordinato sacerdote nel 2000 dal card. Carlo Maria Martini. Attualmente è vicario della comunità pastorale Paolo VI per la parrocchia di Santa Maria Incoronata a Milano. Autore di testi teatrali sull’Antico e sul Nuovo Testamento, è responsabile dell’Ufficio per l’Apostolato Biblico della Diocesi di Milano. Fra le sue pubblicazioni, Dove Dio respira di nascosto. Tra le pagine dei grandi classici (Milano, Ponte alle Grazie, 2018) e C’era come un fuoco ardente. La forza dei sentimenti tra Vangelo e letteratura (Milano, Ponte alle Grazie, 2019). Da due anni le sue omelie sono raccolte su un canale YouTube.

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