La Parola, la Chiesa, il mondo. Commento al Vangelo di rito ambrosiano 13 agosto 2023

Leggi in 3 minuti

XI Domenica dopo Pentecoste. Comunque, anche in mezzo ai lupi. Commento al Vangelo di rito ambrosiano, di don Alessandro Noseda.


✠ Vangelo Mt 10, 16-20
In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Ecco: io vi mando come pecore in mezzo a lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe. Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani. Ma, quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell’ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi».

Homo homini lupus
Plauto, Asinaria

Il Vangelo che la liturgia ambrosiana ci propone nella XI domenica dopo Pentecoste cade proprio a una settimana dalla conclusione della Giornata Mondiale della Gioventù di Lisbona 2023. Ci sono stato anch’io, ad accompagnare i giovani della mia parrocchia, e ciò che ho visto, ancora una volta, mi ha riempito gli occhi: preghiere corali, canti condivisi, bandiere da scambiare.

Una socialità nuova, segnata dalla comunione e non dalla rivalità; uno stile differente, dettato dall’unico Maestro e non dai falsi maestri. Come personaggi in cerca d’autore, questi giovani hanno scelto di incontrarsi nel nome di Gesù, e questa risposta li ha resi discepoli, pecore o agnelli non per natura, ma per grazia.

Ora la GMG è finita. Nel tornare alle loro città incontreranno, forse, le testimonianze di sempre: quelle che ci confermano che l’uomo è per natura un lupo – homo homini lupus –, rapace verso l’altro, guidato da tutt’altri sentimenti. Non importa! Gesù lascia che questo ritorno accada comunque. Anzi, Gesù dice: “Andate, io vi mando!”.

A questi giovani come a noi, ripete ancora una volta di non temere, di non preparare difese, di non rinunciare a ciò che abbiamo visto e conosciuto. Gesù propone di rimanere discepoli, perché nient’altro serve, se non lo Spirito Santo che il discepolo porta con sé, per cambiare pian piano il cuore di lupo in un cuore di uomo.

Don Alessandro

Don Alessandro Noseda. Nato a Cantù nel 1974. Dopo gli studi classici e la formazione teologica nel Seminario di Venegono, viene ordinato sacerdote nel 2000 dal card. Carlo Maria Martini. Svolge dapprima il suo ministero a Milano come assistente degli Oratori della parrocchia di San Giovanni Battista alla Bicocca e successivamente della parrocchia del Santissimo Redentore. Dal 2007 al 2011 è cappellano presso l’Università degli Studi di Milano Bicocca. Attualmente è parroco nella parrocchia di Gesù a Nazaret, Quartiere Adriano.

© La riproduzione integrale degli articoli richiede il consenso scritto dell'autore.

Sostieni Caffestoria.it


Restiamo in contatto

Iscriviti alla newsletter per aggiornamenti sui nuovi contenuti

3 commenti su “La Parola, la Chiesa, il mondo. Commento al Vangelo di rito ambrosiano 13 agosto 2023”

  1. Ho letto quello che attendevo. Ai giovani che sono rientrati dalla GMG vorrei rivolgere l’invito di unirsi agli anziani factotum onnipresenti e potenti in certe parrocchie “dove si è sempre fatto così”, di dimostrare la gioia scoperta a Lisbona. Tra gli anziani che riempiono i nostri consigli pastorali c’è sempre qualcuno che è in attesa della novità giovanile, oltre alla maggioranza che si lamenta che tutto ricade sulle sue spalle, a parole chiede collaborazione, ma solo a modo suo e alle sue dipendenze. Un consiglio: ho 83 anni, eppure il lunedì pomeriggio in chiesa un gruppetto di giovani si unisce a me per recitare i Vesperi ed è l’occasione per dare a ciascuno una consegna: svolgere un piccolo servizio per gli anziani. La cosa più bella? Quando mi chiamano per nome!

    Rispondi

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Skip to content