La Parola, la Chiesa, il mondo. Commento al Vangelo del 12 maggio 2024

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Ascensione. Uscire con Lui. Commento al Vangelo di rito ambrosiano, di don Alessandro Noseda.

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✠ Vangelo
Lc 24,36b-53

Poi lo condusse fuori e gli disse: «Guarda in cielo e conta le stelle, se riesci a contarle»
Genesi 15,5

Per celebrare la festa dell’Ascensione il rito ambrosiano ci propone l’ultimo brano del Vangelo di Luca, in cui Gesù, dopo essere apparso in mezzo ai discepoli portando la pace, promette il dono dello Spirito Santo e si stacca da loro, salendo verso il cielo.

I discepoli lo vedono per l’ultima volta, e con il conforto di una fede ritrovata e il cuore pieno di meraviglia, tornano a seguirlo: è “l’ultimo miglio”, l’ultimo tratto di strada in cui i discepoli si metteranno fisicamente sui passi del Maestro, facendosi portare dove lui desidera.

Data l’occasione, ho posto quindi una particolare attenzione a dove Gesù vada, trovando particolarmente evocativa questa espressione: “Li condusse fuori”.

È vero che quel “fuori” indica certamente che Gesù è andato all’aperto, ed è uscito anche da Gerusalemme verso Betania, ma la destinazione di quel viaggio ha davvero poco a che vedere con una meta geografica. Mettendo tra parentesi “Betania”, l’espressione lasciata in sospeso trova a mio avviso un’efficacia superiore: Gesù li condusse fuori.

Non è la prima volta che troviamo questo linguaggio nella Bibbia: accade anche con Abramo, quando Dio gli mostra un bene inatteso ovvero una discendenza numerosa come le stelle: “Poi lo condusse fuori e gli disse: «Guarda in cielo e conta le stelle, se riesci a contarle»”.

Abramo che esce dalla tenda per volgersi alle stelle e i discepoli che escono dal loro rifugio per volgersi al Risorto che torna in cielo hanno in comune il superamento di una visione angusta della vita, dalla quale Dio ci vuole sottrarre per manifestarci il suo punto di vista.

Strada facendo, la realtà appare via via sotto un’altra luce: la Sua. Anzi, potremmo dire che finalmente essa viene alla luce per ciò che è. Per entrare nelle promesse di Dio, bisogna “uscire” con Lui.

Don Alessandro

Don Alessandro Noseda. Nato a Cantù nel 1974. Dopo gli studi classici e la formazione teologica nel Seminario di Venegono, viene ordinato sacerdote nel 2000 dal card. Carlo Maria Martini. Svolge dapprima il suo ministero a Milano come assistente degli Oratori della parrocchia di San Giovanni Battista alla Bicocca e successivamente della parrocchia del Santissimo Redentore. Dal 2007 al 2011 è cappellano presso l’Università degli Studi di Milano Bicocca. Attualmente è parroco nella parrocchia di Gesù a Nazaret, Quartiere Adriano.

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