La Parola, la Chiesa, il mondo. Commento al Vangelo di rito ambrosiano del 24 gennaio 2021

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Domenica 24 gennaio 2021. III Domenica dopo l’Epifania. Anno B. Commento al Vangelo di rito ambrosiano, di don Paolo Alliata.

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In quel tempo. Il Signore Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte. Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati. Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare». Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!». Ed egli disse: «Portatemeli qui». E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla. Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.
Mt 14, 13b-21

[…] Quando un giorno da un malchiuso portone
tra gli alberi di una corte
ci si mostrano i gialli dei limoni;
e il gelo del cuore si sfa,
e in petto ci scrosciano
le loro canzoni
le trombe d’oro della solarità.

E. Montale, I limoni

Gesù è stanco, la cerchia dei discepoli pure. Hanno bisogno di riposare. Li prende con sé e cerca per loro e per se stesso un luogo tranquillo, discosto dall’andirivieni di chi chiede e sollecita la sua cura.

Ma la folla dei sofferenti, prigionieri della speranza, elabora strategie per non perdere il contatto, e li precede all’approdo. Allora Gesù, prigioniero a sua volta della compassione, si dà a ricominciare. Il contesto è di generale sfinimento, speranza e sospensione. E sul calar della sera, che addormenta la lunghissima giornata, l’evento nascosto e straordinario, discreto ma incontenibile. Come un fulgore improvviso e inaspettato: da pochi pani e pesci scaturisce il nutrimento per la folla.

L’effetto è quello dei limoni nella triste, grigia pesantezza della città piovosa di Montale. “[…] nelle città rumorose dove l’azzurro si mostra / soltanto a pezzi, in alto, tra le cimase. / La pioggia stanca la terra, di poi; s’affolta / il tedio dell’inverno sulle case, /la luce si fa avara – amara l’anima”.

Il giallo, improvviso fulgore dei limoni, che sfolgora come squillo di calda tromba d’oro, e ti apre un mondo più profondo, al di là della soglia del grigiore. Uno squarcio di serissima poesia nel tessuto tedioso dell’amaro, come dal ventre del giorno avaro di luce. Così sulla riva del lago di Galilea: “Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce”, aveva squillato Isaia (9,1).

La luce di quel giorno in cui Gesù raccontò nei fatti che Dio è sempre colui che nutre i suoi figli, solo che ci si impegni a lasciarGli spazio, fu discreta e clamorosa insieme. C’è da pensare che Gesù, come sempre faceva stando ai Vangeli, non abbia voluto dare visibilità al suo gesto. Gesù cerca per lo più di tralucere come “da un malchiuso portone”, come da uno strappo nel telo della storia. Ma quel dono in Galilea fu come il giallo dei limoni.

Nel racconto parallelo, l’evangelista Giovanni (6, 1-15) racconta che chi ha mangiato va poi in massa da Gesù per smania di farlo re. E il maestro se ne andrà, irritato dalla loro incomprensione. Vi ho dato grazia fatta cibo e voi vi limitate a riempir la pancia, incapaci di aprirvi alla grazia che vi chiama. L’oro dei limoni vi sollecita, e voi passate oltre il portone.

Chiediamo di avere occhi desti e cuore profondo. Non ci accada di trascurare l’oro che ci chiama.

Il Signore ci accompagni.

Don Paolo Alliata

Don Paolo Alliata. Nato a Milano nel 1971, dopo la laurea in Lettere classiche all’Università degli Studi di Milano, viene ordinato sacerdote nel 2000 dal card. Carlo Maria Martini. Attualmente è vicario della comunità pastorale Paolo VI per la parrocchia di Santa Maria Incoronata a Milano. Autore di testi teatrali sull’Antico e sul Nuovo Testamento, è responsabile dell’Ufficio per l’Apostolato Biblico della Diocesi di Milano. Fra le sue pubblicazioni, Dove Dio respira di nascosto. Tra le pagine dei grandi classici (Milano, Ponte alle Grazie, 2018) e C’era come un fuoco ardente. La forza dei sentimenti tra Vangelo e letteratura (Milano, Ponte alle Grazie, 2019). Da due anni le sue omelie sono raccolte su un canale YouTube.

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