La Parola, la Chiesa, il mondo. Commento al Vangelo di rito ambrosiano del 1° novembre 2020

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Domenica 1° novembre 2020. Tutti i Santi, Anno A. Commento al Vangelo di rito ambrosiano, di don Paolo Alliata.

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In quel tempo. Vedendo le folle, il Signore Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo: «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati. Beati i miti, perché avranno in eredità la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».
(Mt 5, 1-12a)

Vedete che anche voi non sapete più distinguere tra eretico ed eretico? Io ho almeno una regola. So che eretici sono coloro che mettono a repentaglio l’ordine su cui si regge il popolo di Dio. E difendo l’impero perché mi garantisce quest’ordine. […] E quanto agli eretici ho pure una regola, e si riassume nella risposta che diede Arnaldo Amalrico, abate di Citeaux, a chi gli chiedeva cosa fare dei cittadini di Béziers, città sospetta di eresia: uccideteli tutti, Dio riconoscerà i suoi.
(Umberto Eco, Il nome della rosa).

Abbone è l’abate del monastero benedettino dove si dipanano le trame di ombra e sangue del romanzo di Umberto Eco. Guglielmo di Baskerville, frate francescano dal piglio investigativo, e il giovane novizio benedettino Adso si trovano inaspettatamente ad indagare su eventi misteriosi e inquietanti tra le antiche pietre e le velenose pagine della sconfinata biblioteca. In uno dei dialoghi Abbone spiega a Guglielmo che la guerra all’eresia, fonte di disordine sotto il cielo, va condotta con rapidità e decisione. “Uccideteli tutti, Dio riconoscerà i suoi”, aveva sentenziato quel tale abate del passato di fronte alla città in odore di eresia. Risoluto e sbrigativo. Non c’è da far conto di gradualità e pazienza se l’obiettivo è purificare il mondo.

Più avanti nel romanzo il giovane Adso è sconvolto alla vista del violento interrogatorio, senza esclusione di tortura, cui è sottoposto un monaco dal passato impuro. L’inquisitore sta procedendo alla sua opera, truce e meticoloso, implacabile e fanatico. “Ma è questa la purezza?” domandai inorridito. “Ce ne sarà anche di un’altra sorta,” disse Guglielmo, “ma, quale che sia, mi fa sempre paura.” “Cosa vi terrorizza di più nella purezza?” chiesi. “La fretta,” rispose Guglielmo.”

Gesù ha affrontato in più occasioni il tema della fretta. La considera un rischio serissimo, una tentazione micidiale. La parabola della rete è uno dei racconti con cui mette in guardia i suoi discepoli: questo – dice – è il tempo della pazienza. La grande rete della vita raccoglie ogni sorta di realtà, idee, pensieri, culture, religioni ed economie. L’utile e l’inutilizzabile. Verrà il tempo in cui se ne farà una cernita definitiva, ma non è questo. Verrà chi lo saprà fare, ma non siete voi. “Alla fine del mondo verranno gli angeli e separeranno”, guardatevi dal fare voi, e dal farlo ora: non ne siete capaci. Il Regno non cresce per selezione, ma per paziente dedizione.

Ad Abbone e all’antico abate di Citeaux la parabola di Gesù vuol suggerire: Amico mio, se vuoi servire il Regno, non avere fretta di versar sangue e seminare morte. Dio non è come te lo immagini.

Nel cammino di accettazione della sempre sorprendente ricchezza della rete, con tutte le meraviglie e le contraddizioni che raccoglie, il Signore ci accompagni.

Don Paolo Alliata

Don Paolo Alliata. Nato a Milano nel 1971, dopo la laurea in Lettere classiche all’Università degli Studi di Milano, viene ordinato sacerdote nel 2000 dal card. Carlo Maria Martini. Attualmente è vicario della comunità pastorale Paolo VI per la parrocchia di Santa Maria Incoronata a Milano. Autore di testi teatrali sull’Antico e sul Nuovo Testamento, è responsabile dell’Ufficio per l’Apostolato Biblico della Diocesi di Milano. Fra le sue pubblicazioni, Dove Dio respira di nascosto. Tra le pagine dei grandi classici (Milano, Ponte alle Grazie, 2018) e C’era come un fuoco ardente. La forza dei sentimenti tra Vangelo e letteratura (Milano, Ponte alle Grazie, 2019). Da due anni le sue omelie sono raccolte su un canale YouTube.

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