La Parola, la Chiesa, il mondo. Commento al Vangelo di rito ambrosiano 16 luglio 2023

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VII Domenica dopo Pentecoste. Difficile, come passaggio obbligato. Commento al Vangelo di rito ambrosiano, di don Alessandro Noseda.


✠ Vangelo Lc 13, 22-30
In quel tempo. Il Signore Gesù passava insegnando per città e villaggi, mentre era in cammino verso Gerusalemme. Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?». Disse loro: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno. Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: “Signore, aprici!”. Ma egli vi risponderà: “Non so di dove siete”. Allora comincerete a dire: “Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze”. Ma egli vi dichiarerà: “Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!”. Là ci sarà pianto e stridore di denti, quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, voi invece cacciati fuori. Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio. Ed ecco, vi sono ultimi che saranno primi, e vi sono primi che saranno ultimi».

Quando io e i miei compagni approdammo alla comunità del liceo in seminario (allora la terza superiore per chi faceva il classico si chiamava così), quelli di terza ci regalarono un’immaginetta, con dietro una frase. L’immagine l’ho persa ma la frase la ricordo ancora: “Non è il cammino che è difficile; è il difficile, che è un cammino”.
Søren Kierkegaard

Questa espressione mi fu in un primo momento oscura: era già un cammino capire cosa volesse dire esattamente. Con il tempo, tuttavia, riuscii a darle un senso che posso riassumere così: “il difficile” è sempre davanti a te, e l’unico modo per crescere è camminare verso di esso.

Le parole di Gesù in questo brano di Vangelo (VII Domenica dopo Pentecoste) non sono molto diverse da quelle del filosofo: interrogato sul numero dei salvati, il Maestro glissa e indica la porta stretta, ovvero “il difficile” come passaggio obbligato per entrare nel suo Regno.

Non si tratta, quindi, di cercare il “perché” la porta debba essere stretta e quali ragioni potrebbero determinarne l’esiguità, ma accettare che la porta, semplicemente, educa al difficile, e dunque educa al cammino.

Don Alessandro

Don Alessandro Noseda. Nato a Cantù nel 1974. Dopo gli studi classici e la formazione teologica nel Seminario di Venegono, viene ordinato sacerdote nel 2000 dal card. Carlo Maria Martini. Svolge dapprima il suo ministero a Milano come assistente degli Oratori della parrocchia di San Giovanni Battista alla Bicocca e successivamente della parrocchia del Santissimo Redentore. Dal 2007 al 2011 è cappellano presso l’Università degli Studi di Milano Bicocca. Attualmente è parroco nella parrocchia di Gesù a Nazaret, Quartiere Adriano.

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