La Parola, la Chiesa, il mondo. Commento al Vangelo di rito ambrosiano 13 giugno 2021

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Domenica 13 giugno 2021. III Domenica dopo Pentecoste. Anno B. Commento al Vangelo di rito ambrosiano, di don Paolo Alliata.


In quel tempo. Partito di là, il Signore Gesù venne nella regione della Giudea e al di là del fiume Giordano. La folla accorse di nuovo a lui e di nuovo egli insegnava loro, come era solito fare. Alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, gli domandavano se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie. Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla». Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma dall’inizio della creazione “li fece maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola”. Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto». A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. E disse loro: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei; e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio».
(Mc 10, 1-12)

“Prima che gli venisse tolta dal fianco la costola con cui fu fatta Eva, Adamo fu immerso in un sonno profondo, poiché se avesse visto come la donna veniva creata non avrebbe mai potuto innamorarsene. Ancora oggi gli uomini non provano attrazione per le donne che conoscono e hanno sotto gli occhi fin dall’infanzia. In realtà Dio aveva creato per Adamo un’altra moglie prima di Eva, ma egli non l’aveva voluta perché era stata formata sotto i suoi occhi. Conoscendo ogni particolare del suo corpo, provava per lei una vera ripulsa. Ma quando si destò dal suo sonno profondo e vide davanti a sé Eva in tutta la sua meravigliosa grazia e bellezza, esclamò: ‘È lei che tante volte ha fatto palpitare il mio cuore nella notte’”.
(Talmud)

Alcuni farisei accostano Gesù “per metterlo alla prova”, per saggiare la qualità del suo insegnamento e verificarne la conformità alla tradizione sapienziale. Gli pongono una questione di casistica: cosa è permesso o necessario fare quando un marito vuol ripudiare la moglie? Perché c’era discussione, anche ai tempi di Gesù. I vari rabbini elaboravano le loro interpretazioni della Torah in merito alle posizioni da prendere. Si può allontanare la propria moglie solo in casi di gravità estrema? Oppure anche solo per futili motivi?

Gesù non si impegna nella casistica. Come sempre fa, conduce l’interlocutore più in profondità. Mette a fuoco ciò che vale “dall’inizio della creazione”, cioè al fondo delle cose, sempre e in ogni luogo. E quel che ha carattere di permanenza nel tempo è la pulsione a lasciare il nido per fondarne un altro, sotto la forza attrattiva dell’altro sesso. La diversità scritta nelle forme e nell’intimità del corpo sveglia il desiderio dell’incontro e del riposo nello sguardo dell’altro. Se custodisci la drammatica bellezza di questo movimento di attrazione e ne fai l’impegno di un amore che si rinnova, se lavori a che il cuore non si indurisca, non perda sensibilità per il richiamo inscritto nel mistero dell’altro, conoscerai un po’ per volta la forza del legame in Dio.

Tutto questo, dice la tradizione rabbinica, si spegne quando non c’è più mistero. Quando pretendi di aver esaurito l’esplorazione della presenza di chi hai accanto, della sua profondità celata, come se avessi attinto al suo ultimo segreto, il vostro legame è come un albero cui sottrai il terreno per affondare le radici.

Adamo non può innamorarsi di una creatura che non serbi una soglia di mistero. Può amare solo chi gli viene incontro come un dono, come passi che vengano da più lontano. Allora riconoscerà – dicono i rabbini – che in lei vibra qualcosa che ha sfiorato nei suoi desideri più profondi: “Ecco colei che tante volte ha fatto palpitare il mio cuore nella notte”. La notte, il sogno, il regno del desiderio e del mistero.

Se vuoi conoscere la forza dell’amore, vigila sul tuo modo di stare nella relazione. Nutri i sensi di gratitudine e di avventura nell’esplorazione di qualcosa di segreto, di sempre al di là di quello che possiedi. Lascia alla tua compagna la possibilità di meravigliarti, non soffocarla nell’appiattimento a quel che di lei già conosci.

L’amore nella coppia è davvero una grande avventura.
Il Signore ci accompagni.

Don Paolo Alliata

Don Paolo Alliata. Nato a Milano nel 1971, dopo la laurea in Lettere classiche all’Università degli Studi di Milano, viene ordinato sacerdote nel 2000 dal card. Carlo Maria Martini. Attualmente è vicario della comunità pastorale Paolo VI per la parrocchia di Santa Maria Incoronata a Milano. Autore di testi teatrali sull’Antico e sul Nuovo Testamento, è responsabile dell’Ufficio per l’Apostolato Biblico della Diocesi di Milano. Fra le sue pubblicazioni, Dove Dio respira di nascosto. Tra le pagine dei grandi classici (Milano, Ponte alle Grazie, 2018) e C’era come un fuoco ardente. La forza dei sentimenti tra Vangelo e letteratura (Milano, Ponte alle Grazie, 2019). Da due anni le sue omelie sono raccolte su un canale YouTube.

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