Conrad, Cuore di tenebra, Vangelo, Brando, Kurtz

La Parola, la Chiesa, il mondo. Commento al Vangelo ambrosiano del 29 dicembre 2019

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Domenica 29 dicembre 2019. Domenica nell’ottava del Natale del Signore, Anno A. Commento al Vangelo di rito ambrosiano, di don Paolo Alliata.

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In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era, in principio, presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste. In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta. Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce. Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto. Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto. A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati. E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità (Gv 1,1-14)

«Una sera, entrando con una candela, sussultai al sentirgli dire, con voce un po’ tremula: “Me ne sto sdraiato qui al buio ad aspettare la morte”. La luce era a meno di trenta centimetri dai suoi occhi. Mi costrinsi a mormorare: “Oh, sciocchezze!” e restai sopra di lui, come pietrificato. […] Come se fosse stato strappato un velo, scorgevo su quel viso dʼavorio lʼespressione di un orgoglio tenebroso, di un potere spietato, di un terrore vile – di unʼintensa e avvilita disperazione. Stava rivivendo la propria vita in ogni suo particolare, di desiderio, di tentazione e di resa, in quel momento supremo di conoscenza totale? Gridò in un sussurro a qualche immagine, a qualche visione – gridò due volte, un grido che non era più di un respiro. “L’orrore! L’orrore!” Spensi con un soffio la candela e uscii dalla timoniera» (J. Conrad, Cuore di tenebra)

Il Vangelo di Giovanni si apre sulla Luce. La Parola di Dio, che è tutto l’amore del mondo, è Colui in cui respira la vita. E la vita «era la luce degli uomini» (Gv 1,4). Per il fatto stesso di essere al mondo, di essere qualcuno, un figlio di Adamo è un fremito di luce.

Sotto la superficie delle cose bisbiglia tanta luce. Lo sguardo aperto al Mistero la riconosce e ne gioisce con gratitudine. Il respiro di ogni cosa è un faticoso ed impegnato balbettio d’amore. Questa è la visione biblica delle cose.

Conrad racconta del tenebroso cuore di Kurtz, l’inquietante agente commerciale di una delle compagnie europee impegnate, a fine Ottocento, a depredare l’avorio del continente africano. Sulla soglia della morte, quando è ormai faccia a faccia con se stesso, costretto a scandagliare in verità ciò che l’ha abitato e mosso all’azione, l’agonizzante mercenario non incontra luce, ma l’orrendo e agghiacciante mistero del Vuoto. Il demone dell’avidità gli rivela la sua natura. Kurtz ha alimentato il Vuoto al fondo di sé, ha lasciato che lo divorasse inesorabilmente dal di dentro, e sulla soglia del Grande Mistero non incontra fremiti di Luce, ma la gola spalancata della tenebra.

Ma al fondo di quel Nulla, ancora la fiamma della Luce è tenace e lotta. «La luce splende nelle tenebre, e le tenebra non l’hanno sopraffatta» (Gv 1,5). È un’altra traduzione possibile del desolato «e le tenebre non l’hanno accolta». È questa la speranza del piccolo Kurtz che è in noi. La tenacia della luce.

Ed è, quindi, la responsabilità del nostro impegno: alimentare la luce, anziché dar potere alle tenebre. Che cosa faremo della Luce d’amore che ci abita?

Il Signore ci accompagni.

Don Paolo Alliata

Don Paolo Alliata. Nato a Milano nel 1971, dopo la laurea in Lettere classiche all’Università degli Studi di Milano, viene ordinato sacerdote nel 2000 dal card. Carlo Maria Martini. Attualmente è vicario della comunità pastorale Paolo VI per la parrocchia di Santa Maria Incoronata a Milano. Autore di testi teatrali sull’Antico e sul Nuovo Testamento, è responsabile dell’Ufficio per l’Apostolato Biblico della Diocesi di Milano. Fra le sue pubblicazioni, Dove Dio respira di nascosto. Tra le pagine dei grandi classici (Milano, Ponte alle Grazie, 2018) e C’era come un fuoco ardente. La forza dei sentimenti tra Vangelo e letteratura (Milano, Ponte alle Grazie, 2019). Da due anni le sue omelie sono raccolte su un canale YouTube.

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