Pavone simbolo Cristo Vangelo

La Parola, la Chiesa, il mondo. Commento al Vangelo ambrosiano del 10 maggio 2020

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Domenica 10 maggio 2020. V Domenica di Pasqua, Anno A. Commento al Vangelo di rito ambrosiano, di don Paolo Alliata.

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In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai discepoli: «Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui». Gli disse Giuda, non l’Iscariota: «Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi, e non al mondo?». Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato» (Gv 14, 21-24).

Molte persone, ho scoperto, sono congenitamente incapaci di apprezzare la vista di un pavone. Già un paio di volte mi è stato chiesto quale sia l’utilità di un pavone, domanda che da me non otterrà risposta perché non la merita. Un giorno la compagnia dei telefoni aveva mandato un addetto a ripararci l’apparecchio; finito il lavoro, l’uomo, un tipo grande e grosso dalla faccia circospetta mezza coperta da un casco giallo, si trattenne per tentare di convincere con le buone un pavone rimasto a osservarlo a fare la ruota. […] Il pavone ovviamente non lo degnava di uno sguardo. «Che cos’ha», chiese l’uomo? «Non ha niente, risposi, vedrà che tra poco la fa, la ruota, l’unica è aspettare». L’uomo rimase a inseguire il pavone per un’altra quindicina di minuti, e poi scocciato se ne tornò al camion e mise in moto. Allora l’uccello si scosse e la coda si sollevò a incorniciarlo. «Oh! La sta facendo!», gridai. «Aspetti, la sta facendo!». Il tipo fece inversione con il camion proprio mentre il pavone si girava e gli si parava davanti con la coda spiegata in una ruota perfetta. L’uccello si volse lievemente a destra e i piccoli pianeti sovrastanti risaltarono in bronzo, poi si volse lievemente a sinistra e svariarono al verde. Mi avviai verso il camion per cogliere la reazione dell’uomo a quella vista. Era immobile, concentrato a fissare il pavone come se stesse cercando di decifrare una scritta minuta in lontananza. Dopo un attimo il pavone abbassò la coda e si allontanò impettito. «Beh, che ne pensa?», chiesi. «Mai viste zampe tanto lunghe e tanto brutte», disse l’uomo. «Scommetto che quel furbacchione riuscirebbe a superare un autobus in velocità» (Flannery O’Connor, Nel territorio del diavolo).

Davanti alla gloria della coda del pavone, ai colori che si dispiegano come un canto gregoriano o l’Alleluia di Handel, questo qui si accorge solo delle zampe! Come mai la bellezza non si impone? Quantomeno, non sempre e dappertutto? Alle volte, davanti al grande Pavone che è la vita, il fatto che esistiamo e siamo al mondo, ci sfugge la gloria della ruota. E abbiamo occhi solo per la bruttezza delle zampe. Trascuriamo il trionfo del tutto per restringerci sul grigiore del particolare.

I discepoli chiedono a Gesù: come mai gli altri non ti accolgono? Perché mai sono insensibili alla tua Bellezza? Possibile che non restino folgorati dalla tua parola di grazia? E Gesù riparte dall’amore: “Se uno mi ama” entra nel mio mondo e riconosce che sono il bellissimo Pavone della storia. Solo l’amore dischiude la percezione della mia gloria. Per ammirare i miei colori bisogna darmi credito in partenza. Non è detto che tutti siano da subito sensibili alla mia grazia. Ma un po’ per volta la Bellezza farà breccia. Il Padre stesso è impegnato in quest’opera di accarezzamento dei cuori perché si aprano a vedere il fulgore in me nascosto.

Siamo tutti insensibili alla Grazia. Siamo tutti ingrati e troppo poveri al cospetto della grande Bellezza. Nella lieta, fiduciosa e graduale apertura al suo Mistero, la pazienza del Signore ci accompagni.

Don Paolo Alliata

Don Paolo Alliata. Nato a Milano nel 1971, dopo la laurea in Lettere classiche all’Università degli Studi di Milano, viene ordinato sacerdote nel 2000 dal card. Carlo Maria Martini. Attualmente è vicario della comunità pastorale Paolo VI per la parrocchia di Santa Maria Incoronata a Milano. Autore di testi teatrali sull’Antico e sul Nuovo Testamento, è responsabile dell’Ufficio per l’Apostolato Biblico della Diocesi di Milano. Fra le sue pubblicazioni, Dove Dio respira di nascosto. Tra le pagine dei grandi classici (Milano, Ponte alle Grazie, 2018) e C’era come un fuoco ardente. La forza dei sentimenti tra Vangelo e letteratura (Milano, Ponte alle Grazie, 2019). Da due anni le sue omelie sono raccolte su un canale YouTube.

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