La Parola, la Chiesa, il mondo. Commento al Vangelo di rito ambrosiano 6 febbraio 2022

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Domenica 6 febbraio 2022. V Domenica dopo l’Epifania. Commento al Vangelo di rito ambrosiano, di don Paolo Alliata.


In quel tempo. Quando il Signore Gesù fu entrato in Cafàrnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava e diceva: «Signore, il mio servo è in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmente». Gli disse: «Verrò e lo guarirò». Ma il centurione rispose: «Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Pur essendo anch’io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa». Ascoltandolo, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: «In verità io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande! Ora io vi dico che molti verranno dall’oriente e dall’occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli, mentre i figli del regno saranno cacciati fuori, nelle tenebre, dove sarà pianto e stridore di denti». E Gesù disse al centurione: «Va’, avvenga per te come hai creduto». In quell’istante il suo servo fu guarito.
(Mt 8, 5-13)

Le foglie cadono, cadono da lontano
quasi giardini remoti sfiorissero nei cieli;
con un gesto che nega cadono le foglie.
E ogni notte pesante cade la terra
dagli astri nella solitudine.
Tutti cadiamo. Cade questa mano
e così ogni altra mano che tu vedi.
Ma tutte queste cose che cadono, Qualcuno
con dolcezza infinita le tiene nella mano.

(R. M. Rilke, Autunno)

Il centurione si fa incontro a Gesù per metterlo a parte del suo dolore: un servo cui è particolarmente legato sta molto soffrendo, a casa, dove giace paralizzato. Le sue condizioni non gli consentono di recarsi di persona da Gesù. Il centurione non ha formulato l’esplicita richiesta che Gesù vada a guarirlo, è Gesù stesso a decidere di andare.

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Le cose maturano diversamente: il centurione, pagano e aduso ai costumi giudaici, sa che al rabbino di Nazaret non è consentito dalla Legge di varcare la soglia di un ambiente di stranieri idolatri, ma sa anche che, quando si obbedisce fedelmente alla autorità cui si è sottoposti, la propria parola scende sui subalterni forte di quella stessa autorità. L’obbedienza all’Alto garantisce l’autorità sul basso. So che sei fedele al Dio della vita – gli sta dicendo il centurione – e quindi la tua parola saprà dare vita la mio servo, anche da lontano: dì soltanto la tua parola, che è potente della potenza della Vita, e il mio amico ritroverà il suo respiro.

Gesù rimane ammirato. Questo pagano – dice ai discepoli – conosce la mano del Dio vivente. Ha una fiducia profonda nel fatto che la Mano che tutto accompagna e sostiene ha preso, attraverso di me, più forza e vigore nel mondo. Il suo servo sta scivolando nel buio, come una foglia stanca in tempo d’autunno, ma sa che il Signore della vita non lascia andare dispersa la vita che si spegne. “Tutti cadiamo – scrive Rilke – […] Ma tutte queste cose che cadono, Qualcuno / con dolcezza infinita le tiene nella mano”.

La presenza del Vivente accompagna ogni processo di vita, anche attraverso il tempo del suo morire. Per mostrarlo, Gesù ha operato guarigioni sorprendenti, come questa. Sono segni clamorosi di un movimento nascosto, al fondo delle cose, come l’emersione sporadica e improvvisa di un’inarrestabile torrente carsico, quello dell’opera del Padre. Egli è sempre impegnato nel dare vita, nel sostenerla nel suo vigore, nell’accoglierla nel suo declino. La Mano che tutto sostiene è sempre affidabile.

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Sempre di nuovo abbiamo la possibilità di imparare ad affidarci alla mano del Mistero.

Il Signore ci accompagni.

Don Paolo Alliata

Don Paolo Alliata. Nato a Milano nel 1971, dopo la laurea in Lettere classiche all’Università degli Studi di Milano, viene ordinato sacerdote nel 2000 dal card. Carlo Maria Martini. Attualmente è vicario della comunità pastorale Paolo VI per la parrocchia di Santa Maria Incoronata a Milano. Autore di testi teatrali sull’Antico e sul Nuovo Testamento, è responsabile dell’Ufficio per l’Apostolato Biblico della Diocesi di Milano. Fra le sue pubblicazioni, Dove Dio respira di nascosto. Tra le pagine dei grandi classici (Milano, Ponte alle Grazie, 2018) e C’era come un fuoco ardente. La forza dei sentimenti tra Vangelo e letteratura (Milano, Ponte alle Grazie, 2019). Da due anni le sue omelie sono raccolte su un canale YouTube.

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