L’altra metà della Chiesa e del mondo. Le donne al Concilio Vaticano II

Alcune delle 23 uditrici del Concilio Vaticano II
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«Dov’è l’altra metà della Chiesa?», pare abbia domandato il cardinale belga Léon-Joseph Suenens al Concilio Vaticano II. Schiere di volti maschili, ma nessuna presenza femminile. Le donne sarebbero arrivate di lì a poco: religiose, mogli, laiche nubili e vedove di guerra. Fra loro anche un’argentina.

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I tre anelli di Benedetto XVI e le Ultime Conversazioni

Benedetto XVI nella Gnadenkapelle di Altötting, Cappella delle Grazie
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Uno era di famiglia e dall’11 settembre di 10 anni fa lo indossa una Madonna nera. Un altro è stato annullato e il terzo non dovrebbe neppure possederlo: sono i tre anelli ai quali Benedetto XVI è più legato. Uno dei quali è ancora al suo anulare. Tre tappe di vita che emergono anche nelle sue Ultime Conversazioni.

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Se Maometto non va alla montagna, Francesco va alla Moschea di Roma

Imam in chiesa, Santa Maria in Trastevere, Roma
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Dopo la visita di domenica scorsa dei musulmani nelle chiese, la comunità islamica è divisa. La Grande Moschea di Roma non ha aderito all’iniziativa. Un’occasione mancata, secondo alcuni. Ma che il Papa ricucirà, recandosi in visita proprio in quella moschea.

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Giubileo della misericordia: la rivoluzione della memoria

Giacomo Conti, La parabola del Buon Samaritano, seconda metà dell'Ottocento, Messina, Chiesa della Medaglia Miracolosa.
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È il Giubileo delle novità, ma soprattutto del recupero della memoria quello che si inaugurerà l’8 dicembre e che vivrà il prossimo 29 novembre un’anticipazione, con l’apertura della Porta Santa alla cattedrale di Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana e luogo-simbolo di uno dei Paesi al mondo più martoriati dai conflitti.

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«Dentro, non fuori». Intervista esclusiva a Padre Fortea, teologo ed esorcista

Raffaello Sanzio, San Michele e il drago, 1504-1505, Parigi, Musée du Louvre.
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Padre José Antonio Fortea Cucurull
Padre José Antonio Fortea Cucurull

Padre José Antonio Fortea Cucurull, sacerdote, teologo ed esorcista spagnolo, oltre che talentuoso calligrafo, è oggi fra i massimi esperti mondiali di demonologia. Autore di numerose opere sull’argomento (disponibile in lingua italiana il suo trattato più noto, la Summa daemoniaca), a Padre Fortea si deve l’aver mantenuto viva l’attenzione e la conoscenza di una tematica sempre più spesso ridotta a simbolismo o relegata a superstizione, talvolta anche fra i cattolici, laici e non. Una volontà comunicativa che lo accomuna a papa Francesco e che lo ha condotto ad intraprendere anche una fortunata avventura letteraria, con i romanzi della Decalogía. Una historia del Apocalipsis. Año 2181-2213. A Padre Fortea va il mio ringraziamento per la cordiale disponibilità a concedermi questa intervista.

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«Quanto sarebbe religioso il digiuno»: breve storia del digiuno cristiano

Daniele Crespi, Digiuno di san Carlo Borromeo, 1625 c., Milano, chiesa di Santa Maria della Passione.
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Le pratiche di digiuno e astinenza dal cibo, utilizzate anche da organizzazioni, movimenti e partiti politici in diverse parti del mondo come casse di risonanza a sostegno di particolari iniziative, sono andate incontro nel mondo cristiano ad un progressivo scivolamento di significato, tale da farle ritenere “scioperi della fame cattolici”. Al di là di mere questioni semantiche, il rischio è di perdere di vista la peculiarità storica di una pratica antica di secoli e dotata di proprie specificità. Per questo motivo risulta opportuno ripercorrere brevemente la storia del digiuno cristiano, illuminandone alcune delle caratteristiche, senza dimenticarne le ragioni teologico-evangeliche che ne sono alla base, ma privilegiando in questa sede la componente storica.

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