Con mons. Alwan, a Milano l’anno maronita di testimonianza e martirio

Mons. Hanna Alwan
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Ricorre oggi la memoria di san Charbel Makhluf, monaco, eremita e taumaturgo libanese. La comunità maronita di Milano lo ha festeggiato ieri, con l’inaugurazione di una nuova statua alla presenza di mons. Hanna Alwan. Con uno sguardo all’anno dedicato dalla Chiesa maronita a testimonianza e martirio.

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I terroristi strappano i morti dai nostri ospedali. Così ci fanno paura

Lungomare di Nizza, fiori e turisti
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«Sora nostra morte corporale». Per gran parte della sua storia l’uomo ha vissuto con la morte. Un atteggiamento di familiarità, un misto di rassegnazione e fiducia. Sono trascorsi decenni, ma sembrano passati secoli, durante i quali la morte è diventata una parente sempre più lontana, scomoda e innominabile.

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Abbiamo dato la vita, ma testimoni credibili? I Francescani in Brasile guardano al futuro

Frati Minori Conventuali in Brasile e nei Caraibi, missionari Francescani
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Si è concluso domenica a Rio de Janeiro il congresso della FALC (Federação dos Frades Menores Conventuais da América Latina e Caribe) svoltosi in occasione dei 70 anni della presenza dell’ordine dei Frati Minori Conventuali in America Latina e Caraibi. Fra i temi affrontati, insieme alla riscoperta della memoria delle attività missionarie dell’Ordine, un approfondimento dello scenario attuale. Passato e presente si incontrano nelle riflessioni sulla prassi missionaria e sull’evangelizzazione affidate ai Frati Minori, che nella loro opera abbracciano l’intera America Latina, dal Messico fino all’Argentina. Un bilancio dell’incontro è affidato a padre Bruno Maria Manzoni, per due volte Ministro Provinciale e presidente della FALC tra il 1995 e il 2001. Più che una storia, una «lunga camminata» che non ha mancato di coinvolgerlo personalmente.

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Corea del Nord. L’altro film

Corea del Nord, parata militare
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Da giorni il mondo segue con trepidazione la vicenda di The Interview, il film del quale la Sony ha rinviato l’uscita nelle sale in seguito alle minacce di un gruppo di pirati informatici nordcoreani ai quali sarebbe risultata sgradita la morte cinematografica del dittatore Kim Yong-un. Meno avvincente appare invece la realtà dei 300mila cristiani scomparsi nel Paese in oltre 60 anni di persecuzioni o dei 200mila ancora oggi internati nei campi di lavoro del regime.

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