Migranti e psichiatria. Domani a Como un convegno

Stazione Como, migranti
Si legge in 1 minuti

Si svolgerà domani, giovedì 24 novembre, a Como il convegno “Migranti e psichiatria” organizzato dall’associazione Oltre il Giardino onlus, con l’ospitalità di don Giusto della Valle, parroco di Rebbio, da anni attivo nell’accoglienza ai rifugiati. Un impegno di non poco conto in una città sempre più toccata dal fenomeno migratorio.

Leggi il seguito

Papa Francesco, ad Auschwitz in silenzio di fronte all’horror vacui

Si legge in 2 minuti

«Nessun maestro mi aveva avvisato che il silenzio poteva essere nefasto, malefico, che poteva condurre l’uomo a mentire a tradire, che poteva frantumare e spezzare l’uomo invece di cementarlo. Dopo le grida, i colpi e l’obbligo di restare in piedi, il silenzio. L’angoscia dilagò. Capivo che il silenzio era una tortura più raffinata, più brutale degli interrogatori». Così Elie Wiesel, scrittore ebreo di origini rumene, premio Nobel per la pace, scampato all’Olocausto e scomparso ad inizio luglio, nel suo Testamento di un poeta ebreo assassinato. Un silenzio concepito come vuoto, moderno horror vacui psicologico, filosofico, esistenziale.

Leggi il seguito

Combatto il peccato, non le vittime. Così Popiełuszko salvò le croci buttate

Jerzy Popiełuszko, beato
Si legge in 3 minuti

Profeta politico che non parlò di politica, difensore dei lavoratori e della libertà, ma soprattutto sacerdote e martire nella Polonia comunista. È Jerzy Popiełuszko. La sua lezione di misericordia è oggi chiara e di straordinaria attualità. Un santo scomodo, ancora oggi.

Leggi il seguito

#VaticanoVintage: la storia della Chiesa in fotografia

VaticanoVintage, Marc Riboud, Confessioni Chartres, foto d'epoca Chiesa
Si legge in 1 minuti

Negli ultimi 140 anni la storia della Chiesa è passata anche attraverso la fotografia. Memorie e curiosità che acquistano nuovo valore in un’epoca di cambiamenti – reali o presunti – come quella che stiamo vivendo, dentro e fuori la Chiesa.

Leggi il seguito

Non sono pericolosi. Sono in pericolo … quando emigrare ferisce l’anima. Intervista sul Sismografo

Emigranti italiani diretti in Australia
Si legge in 1 minuti

Segnalo la puntuale intervista fattami da Luis Badilla Morales per il Sismografo a proposito del mio nuovo libro La follia del partire, la follia del restare. Il disagio mentale nell’emigrazione italiana in Australia alla fine dell’Ottocento (Tau Editrice, 96 pp., 10 euro). Si parla di emigrazione, attualità, Europa e Chiesa.

La follia del partire, la follia del restare. Un libro sui migranti e la malattia negata

Simone M. Varisco, La follia del partire la follia del restare, libro, Tau editrice, Fondazione Migrantes, copertina
Si legge in 3 minuti

Simone M. Varisco, La follia del partire la follia del restare, libro, Tau editrice, Fondazione Migrantes, copertinaLa follia del partire, la follia del restare. Il disagio mentale nell’emigrazione italiana in Australia alla fine dell’Ottocento (Tau Editrice, 96 pp., 10 euro) è il mio nuovo libro, acquistabile in libreria e online, sul sito dell’editore e di altre librerie online, scritto per la Fondazione Migrantes, l’organismo della Conferenza Episcopale Italiana che si occupa della pastorale migratoria, con presentazione di mons. Gian Carlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes, e prefazione di Delfina Licata, responsabile Studi e Ricerche della stessa Fondazione. Comunicato stampa.

Insieme analisi e cronaca, il libro combina ricerca storica e respiro sociologico e psicologico nell’affrontare il problema del disagio mentale diffuso tra i migranti, uno degli aspetti più sottovalutati nell’approccio al fenomeno migratorio e invece questione di straordinaria attualità ed urgenza. Perché ci sono gli Adam Kabobo, ma anche i due italiani che si suicidano a Londra ogni mese; i migranti che premono alle frontiere dell’Europa, ma anche i tre italiani che lasciano il nostro Paese per ogni lavoratore che vi giunge.

Le migrazioni hanno da sempre coinvolto la persona in tutta la sua complessità biologica, emotiva e spirituale. Non è un caso che, ieri come oggi, quella dei migranti sia una quota di popolazione fragile e particolarmente esposta al rischio di sviluppare disturbi mentali. Qualcosa di cui in Italia si è iniziato a discutere con ritardo e per lo più sull’onda emotiva dei tanti fatti di cronaca tragicamente esplosi e poi nuovamente dimenticati insieme al problema della malattia mentale.

Un eccesso di psicosi non più sottovalutabile all’interno di un serio confronto con un fenomeno migratorio tutt’altro che incidentale e temporaneo, che chiama ad una riflessione profonda sulle forme e sul significato del disagio psichico che ancora oggi gli immigrati possono trovarsi a vivere nelle nostre società, come accadde ai molti italiani inghiottiti dalla nostalgia, dalla follia e dal pregiudizio in terra straniera.

Leggi il seguito