Cristiani in cammino: alle origini del pellegrinaggio

Erhard Reuwich, Sbarco dei pellegrini a Giaffa fra caverne e rovine (dettaglio), mappa della Terra Santa per la guida di Bernhard von Breydenbach, Mainz, 1486.
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Fra le virtù che il cristiano ha appreso da Cristo c’è sicuramente quella del viaggio. Sin dall’infanzia e ancor più durante il breve arco della sua vita pubblica, Gesù percorse instancabilmente la Terra Santa. E con lui Apostoli e discepoli – uomini e donne – che portarono avanti la pratica del viaggio nell’urgenza di diffondere la buona notizia oltre le barriere geografiche, etnica e linguistiche.

Particolare rilievo storico ha la pratica devozionale del pellegrinaggio. Effetto e derivazione del viaggio di evangelizzazione, essa fu per molti versi opposta ad esso: non movimento centrifugo, ma centripeto, secondo direttrici di viaggio simili, ma inverse.

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Adeguamento o sfida educativa? Un nuovo protagonista: l’analfabetismo religioso

Bibbia miniata (particolare), seconda metà del XV secolo, Parigi, Bibliothèque nationale de France (Ms. lat 920).
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Fermandosi ad una fredda lettura delle cifre, il risultato non può che essere quello di un certo sconforto e, perché no, di un franco sconcerto. Questi almeno due dei tanti possibili sentimenti suscitati in chi si trovasse ad esaminare i risultati del Rapporto sull’analfabetismo religioso in Italia della Fondazione per le Scienze Religiose Giovanni XXIII (a cura di A. Melloni, ed. Il Mulino) presentato ieri a Palazzo Giustiniani.

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Tre Marie, una Maddalena (2)

Antonio Allegri detto il Correggio, Noli me tangere, 1523-1524 circa, Madrid, Museo del Prado.
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Dopo il post dedicato precedentemente, torno sull’argomento avendo accertato quanto la questione “delle Marie” non solo animi da secoli accese discussioni, ma che queste siano divenute tanto più infiammate negli ultimi decenni.

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«Quanto sarebbe religioso il digiuno»: breve storia del digiuno cristiano

Daniele Crespi, Digiuno di san Carlo Borromeo, 1625 c., Milano, chiesa di Santa Maria della Passione.
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Le pratiche di digiuno e astinenza dal cibo, utilizzate anche da organizzazioni, movimenti e partiti politici in diverse parti del mondo come casse di risonanza a sostegno di particolari iniziative, sono andate incontro nel mondo cristiano ad un progressivo scivolamento di significato, tale da farle ritenere “scioperi della fame cattolici”. Al di là di mere questioni semantiche, il rischio è di perdere di vista la peculiarità storica di una pratica antica di secoli e dotata di proprie specificità. Per questo motivo risulta opportuno ripercorrere brevemente la storia del digiuno cristiano, illuminandone alcune delle caratteristiche, senza dimenticarne le ragioni teologico-evangeliche che ne sono alla base, ma privilegiando in questa sede la componente storica.

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San Benedetto, la coppa e il corvo

San Benedetto da Norcia, in Otto Bitschnau osb., Das Leben der Heiligen Gottes, Einsiedeln, 1883.
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San Benedetto da Norcia, immagine votiva
San Benedetto da Norcia, immagine votiva

Parte I: Medaglia o Croce di san Benedetto: la fede dietro l’esoterismo.

Il significato della coppa
Rispettivamente alla destra e alla sinistra di san Benedetto, simboleggiati da una coppa con un serpente e da un corvo, sono ricordati due episodi significativi della vita del santo, magistralmente ritratti nell’agiografia che di san Benedetto redasse papa Gregorio Magno nel secondo libro dei suoi Dialoghi, interamente dedicato al santo di Norcia.

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