La compagnia delle religioni. La Turchia, l’Onu, Francesco

Marten van Valckenborch il Vecchio, La Torre di Babele, 1595, Dresda, Gemäldegalerie Alte Meister.
Si legge in 5 minuti

L’imminente viaggio apostolico del Pontefice in Turchia e il recente appello dell’ex presidente israeliano Shimon Peres per la fondazione di un organismo che raggruppi le principali confessioni religiose, una “Onu delle religioni”, dovrebbero far riflettere sul senso del dialogo inter-religioso e sul ruolo della fede e delle religioni nel mondo, proprio mentre emergono con crescente chiarezza i limiti delle Nazioni Unite, sempre più in balia di imbarazzanti interessi nazionali e nazionalistici.

Leggi tutto

«Dentro, non fuori». Intervista esclusiva a Padre Fortea, teologo ed esorcista

Raffaello Sanzio, San Michele e il drago, 1504-1505, Parigi, Musée du Louvre.
Si legge in 3 minuti

Padre José Antonio Fortea Cucurull
Padre José Antonio Fortea Cucurull

Padre José Antonio Fortea Cucurull, sacerdote, teologo ed esorcista spagnolo, oltre che talentuoso calligrafo, è oggi fra i massimi esperti mondiali di demonologia. Autore di numerose opere sull’argomento (disponibile in lingua italiana il suo trattato più noto, la Summa daemoniaca), a Padre Fortea si deve l’aver mantenuto viva l’attenzione e la conoscenza di una tematica sempre più spesso ridotta a simbolismo o relegata a superstizione, talvolta anche fra i cattolici, laici e non. Una volontà comunicativa che lo accomuna a papa Francesco e che lo ha condotto ad intraprendere anche una fortunata avventura letteraria, con i romanzi della Decalogía. Una historia del Apocalipsis. Año 2181-2213. A Padre Fortea va il mio ringraziamento per la cordiale disponibilità a concedermi questa intervista.

Leggi tutto

Le pietre, il pane e il forno del cesaropapismo

Duccio di Buoninsegna, Tentazione di Cristo sul monte, Maestà del Duomo di Siena, scomparto di predella, 1308-11, New York, Frick Collection.
Si legge in 3 minuti

Sin dall’antichità lo Stato, specialmente nelle sue forme più pervasive, non ha disdegnato di utilizzare forme e strumenti propri del divino. Fu così per Augusto, che presentò sé stesso come salvatore della civiltà ed istitutore di una pax universale. Non è difficile riconoscere in ciò l’atteggiamento dei tanti Cesari contemporanei – entità o singole personalità – portatori di pace e benessere universale, sfornatori di progresso che pretenderebbero di recare acqua al proprio mulino e il pane del proprio forno a Pietro.

Leggi tutto

La Chiesa ricca, la chiesa vuota

Cattedrale di Colonia e ponte Hohenzollern, Colonia, Germania.
Si legge in 4 minuti

Protagonista del recente Sinodo, il confronto fra i principali esponenti della Chiesa cattolica tedesca, da Müller a Kasper, da Brandmüller a Marx, si è misurato anche su diverse visioni della crisi della Chiesa in Germania e delle sue possibili soluzioni.

Leggi tutto

Nossa Senhora de Caravaggio. La Caravaggio oltre il mare

Nossa Senhora de Caravaggio, Farroupilha, Brasile.
Si legge in 1 minuto

Rapporto Italiani nel Mondo 2014, Fondazione Migrantes
Rapporto Italiani nel Mondo 2014, Fondazione Migrantes.

«Il santuario brasiliano di Nossa Senhora de Caravaggio, la Caravaggio di Farroupilha, nello Stato di Rio Grande do Sul, rappresenta un’affascinante storia di emigrazione, fede e avventura. Al centro la devozione mariana, capillarmente diffusa tanto nel Vecchio quanto nel Nuovo Mondo. Una “Caravaggio oltre il mare”, quell’oceano Atlantico le cui acque tanto furono solcate dai milioni di emigranti italiani. Ma Farroupilha non è che l’ultima tappa di un viaggio lungo oltre cinque secoli e che ha il suo inizio nella provincia di Bergamo».

Tratto da: Simone Varisco, Nossa Senhora de Caravaggio. La Caravaggio oltre il mare, in Rapporto Italiani nel Mondo 2014, a cura di Delfina Licata, Fondazione Migrantes della Conferenza Episcopale Italiana, Tau Editrice, Todi (pg), 2014, pp. 163-171.

Nell’immagine: Santuario di Nossa Senhora de Caravaggio: il santuario nuovo, sulla sinistra, e la Matriz antiga, sulla destra. Farroupilha, Rio Grande do Sul, Brasile.

Foglie caduche. Quel che resta della Primavera araba

Sliman Mansour, Perseveranza e speranza, 1976, Doha (Qatar), Mathaf - Museo arabo di arte moderna.
Si legge in 3 minuti

Era il dicembre 2010 quando l’Occidente acclamava alla serie di sommovimenti esplosi in vari Paesi a maggioranza islamica di area nordafricana e mediorientale. Dopo quasi quattro anni cadono le foglie su quella Primavera araba.

Leggi tutto