Nossa Senhora de Caravaggio. La Caravaggio oltre il mare

Nossa Senhora de Caravaggio, Farroupilha, Brasile.
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Rapporto Italiani nel Mondo 2014, Fondazione Migrantes
Rapporto Italiani nel Mondo 2014, Fondazione Migrantes.

«Il santuario brasiliano di Nossa Senhora de Caravaggio, la Caravaggio di Farroupilha, nello Stato di Rio Grande do Sul, rappresenta un’affascinante storia di emigrazione, fede e avventura. Al centro la devozione mariana, capillarmente diffusa tanto nel Vecchio quanto nel Nuovo Mondo. Una “Caravaggio oltre il mare”, quell’oceano Atlantico le cui acque tanto furono solcate dai milioni di emigranti italiani. Ma Farroupilha non è che l’ultima tappa di un viaggio lungo oltre cinque secoli e che ha il suo inizio nella provincia di Bergamo».

Tratto da: Simone Varisco, Nossa Senhora de Caravaggio. La Caravaggio oltre il mare, in Rapporto Italiani nel Mondo 2014, a cura di Delfina Licata, Fondazione Migrantes della Conferenza Episcopale Italiana, Tau Editrice, Todi (pg), 2014, pp. 163-171.

Nell’immagine: Santuario di Nossa Senhora de Caravaggio: il santuario nuovo, sulla sinistra, e la Matriz antiga, sulla destra. Farroupilha, Rio Grande do Sul, Brasile.

Bologna e Mosca al tempo della Madonna di Vladimir

Madre di Dio di Vladimir
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Dopo vent’anni, la diocesi di Bologna torna a raccontare con un documentario le vicende che hanno portato un’icona russa della Madre di Dio di Vladimir, o Madonna della Tenerezza, nella cattedrale cittadina di San Pietro. Al centro di uno storico scambio fra la diocesi italiana e il Patriarcato di Mosca, l’icona è ancora oggi simbolo di un ventennio di rapporti di amicizia fra la Chiesa cattolica bolognese e quella ortodossa russa.

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Taeahdongsan: il Giardino dello scandalo silenzioso

Taeahdongsan, il Giardino dei bambini abortiti, Corea del Sud, Kkottongnae
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Una preghiera silenziosa, quella di Papa Francesco, ma destinata a sollevare parecchio rumore a giudicare da alcune precedenti reazioni sul tema, anche in terra italiana.

Nell’ambito del suo viaggio in Corea del Sud, il pontefice ha visitato ieri la “Casa della Speranza”, centro di recupero per disabili a Kkottongnae (villaggio dei fiori, in coreano). All’evento è stato dato grande risalto dai media internazionali. A dire della tensione sottesa, invece, è passata sotto silenzio la successiva tappa del viaggio del Pontefice.

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Mossul ferita. Le persone, la memoria

Vittore Carpaccio, San Giorgio e il drago, 1502, Venezia, Scuola di San Giorgio degli Schiavoni.
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Mentre al ritmo del tamburino statunitense anche l’Occidente sembra essersi accorto della tragica situazione mediorientale, nella sua avanzata pressoché indisturbata il Califfato dello Stato Islamico dell’Iraq e del Levante (Isil) sta travolgendo vite e memorie.

Ricchissima di storia e sede di una delle più antiche comunità cristiane dell’Iraq e dell’intero Medio Oriente, Mossul – nome arabo della biblica Ninive, capitale assira, il cui sito storico sorge di fronte all’attuale centro abitato, sull’altra sponda del Tigri – figura tra le città più gravemente colpite dall’attuale conflitto.

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Ad ogni morte di Papa: le voci e i veleni

Pieter Paul Rubens, San Pietro in abiti pontifici, 1610-1612, Madrid, Museo del Prado
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Il rinvio della visita di papa Francesco al Policlinico Gemelli, prevista per il 27 giugno, giorno dedicato alla solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù, ha riacceso i timori – e le speculazioni – sulle sue condizioni di salute.

Cagionevole da decenni e privo della parte superiore del polmone destro in seguito ad una grave polmonite contratta in giovane età, non dovrebbe stupire che il Papa sia talvolta costretto a dare forfait per affaticamento. La pontificia assenza, che ha deluso ma apparentemente non turbato chi lo attendeva all’ospedale romano (a giudicare almeno dal giro di foto-ricordo sulla celebre papamobile), non ha però mancato di suscitare, nelle ore successive, un rinfocolamento delle voci che vorrebbero il papa – nientemeno – che prossimo alla morte (ricordate Benedetto XVI?) o addirittura vittima di un complotto (ricordate Benedetto XVI?). Sospetti sconcertanti, ma sorprendentemente tutt’altro che rari – oltre che mai provati – nel lungo corso della storia della Chiesa, corollario anzi quasi obbligato di ogni morte (improvvisa) di papa.

Nulla di nuovo, anche se con le voci che lo riguardano, papa Francesco, il «papa dei record» come è stato definito dai media, ha infranto un ulteriore primato: essere al centro di dubbi sulla propria morte mentre è ancora in vita.

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Adeguamento o sfida educativa? Un nuovo protagonista: l’analfabetismo religioso

Bibbia miniata (particolare), seconda metà del XV secolo, Parigi, Bibliothèque nationale de France (Ms. lat 920).
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Fermandosi ad una fredda lettura delle cifre, il risultato non può che essere quello di un certo sconforto e, perché no, di un franco sconcerto. Questi almeno due dei tanti possibili sentimenti suscitati in chi si trovasse ad esaminare i risultati del Rapporto sull’analfabetismo religioso in Italia della Fondazione per le Scienze Religiose Giovanni XXIII (a cura di A. Melloni, ed. Il Mulino) presentato ieri a Palazzo Giustiniani.

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